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GINNASTICA PSICOMOTORIA PROPEDEUTICA

Il corso di ginnastica psicomotoria propedeutica (in seguito per comodità denominato psicomotricità) è un corso dedicato ai bambini e alle bambine dai 3 ai 5 anni (scuola dell'infanzia) e data la complessità di questo periodo dell' età evolutiva lo staff svolge l'attività sotto la supervisione di una dottoressa laureata in neuropsicomotricità e con la consulenza di psicomotriciste diplomate.

Il termine “PSICOMOTORIO” si riferisce al periodo della vita del bambino, che va dagli 0 agli 8 anni, in cui mente e corpo agiscono in maniera integrata e inscindibile: questo è il periodo psicomotorio per eccellenza in cui agire è pensare e pensare è agire. Il percorso naturale che il bambino compie in questa fascia d’età va, dunque, dal corpo al pensiero.

La PRATICA PSICOMOTORIAsi preoccupa di accogliere e sostenere questa modalità originale e globale del bambino di confrontarsi e relazionarsi con se stesso e con il mondo che lo circonda, accompagnandolo nel suo percorso di maturazione e crescita.

L’obiettivo della proposta psicomotoria non è di sviluppare competenze motorie specializzate, ma di stimolare la crescita, il cambiamento e lo sviluppo del bambino come soggetto attivo (cioè artefice) della sua esperienza.

Il corpo costituisce, in origine, la fonte unica di costruzione del pensiero, quindi la Pratica Psicomotoria diventa l’attività privilegiata per stimolare questo processo di strutturazione, perché partendo da un’esperienza corporea profonda mira a condurre il bambino ad un livello più cognitivo e mentale del vissuto.

Ogni seduta psicomotoria ripropone al bambino, di settimana in settimana, un percorso che va dal corporeo al mentale, attraverso il gioco libero e spontaneo. Ogni incontro, quindi, prevede un’organizzazione temporale che scandisce le fasi di questo percorso:

* Un momento iniziale di accoglienza in cui il gruppo si ritrova, si ricordano le regole (poche) per poter giocare insieme e i nomi dei bambini presenti e assenti (per un primo riconoscimento come soggetto e come gruppo); durante questo momento è possibile cominciare a pensare o a proporre il gioco che si vorrebbe fare successivamente, magari ricordando quello che è accaduto l’incontro precedente.

* Un lungo momento di gioco corporeo che favorisce lo sviluppo della motricità e della sensorialità (attraverso il coinvolgimento di tutto il corpo nello spingere, tirare, arrampicarsi, scivolare, distruggere, costruire, intrufolarsi, saltare, scivolare, sprofondare, cadere, ecc. e successivamente attraverso il gioco simbolico e di identificazione come ad es. il gioco del lupo e dei porcellini o dei super-eroi o degli animali o della famiglia) e che trasmette al bambino un senso di unità di sé e facilita la costruzione dell’identità. Questi giochi si svolgono in uno spazio pensato per permettere al bambino di mettere in gioco le emozioni profonde (mobilizzando le emozioni si attiva il processo di trasformazione) e in cui vengono messi a disposizione di adulti e bambini oggetti e materiali differenti, il cui libero utilizzo crea e struttura il percorso emotivo del bambino e del gruppo. In questo spazio si trovano materassini e cubi di gommapiuma morbidi e colorati, teli e piani per saltare e scivolare.

* Un momento dedicato al gioco di rappresentazione (attraverso il disegno, o le costruzioni o la plastilina) il cui obiettivo è di aiutare il bambino a prendere distanza dall’emozione corporea, vissuta nel primo momento di gioco, e di attivare le proprie potenzialità cognitive.

* Un momento conclusivo in cui il gruppo di bambini si ritrova e si possono raccontare i giochi che si sono sviluppati durante l’incontro, per poi salutarsi e darsi l’appuntamento per la settimana successiva.

* E’ possibile che tra il momento di gioco corporeo e quello rappresentativo venga raccontata una storia a puntate che faciliti il passaggio tra queste due situazioni e che aiuti il bambino ad attivare una dimensione di pensiero attraverso gli stimoli che la storia stessa fornisce (es. la storia del lupo attiva l’immaginario attraverso la descrizione del lupo fatta dai bambini stessi; questo aiuta il bambino a esplicitare delle forme di paura innate e a elaborarle).

 

Il momento psicomotorio riveste la funzione di luogo osservativo privilegiato, per l’adulto, e di luogo di gioco e sperimentazione senza pari, per il bambino (diventa la stanza delle magie, la stanza dei segreti, la stanza dei giochi).

La stanza di psicomotricità è pensata il più possibile sicura per permettere al bambino di esplicitare liberamente il proprio desiderio e il proprio bisogno, senza le costrizioni che caratterizzano solitamente i contesti istituzionali. Si tratta in realtà di una libertà apparente per il bambino, perché infatti anche se l’adulto si astiene da ogni intervento (propositivo di giochi), è costantemente presente in qualità di autorità strutturante: l’adulto non è colui che impone il processo di crescita e di apprendimento, ma è colui che si pone in una posizione di ascolto nei confronti del bambino, di accoglienza, di contenimento e di accompagnamento. L’adulto osserva il bambino, ne coglie il bisogno e lo aiuta a costruire il suo percorso di gioco.

Sentirsi compresi nei propri bisogni emotivi, fisici e intellettivi; sentirsi contenuti nelle proprie ansie, paure e nei propri impulsi “distruttivi”; sentirsi accompagnati nel proprio desiderio di conoscere, sono le basi relazionali su cui si costruisce il percorso insieme al bambino.

L’adulto è aperto sull’ascolto della comunicazione e non sull’imposizione dell’azione.

L’adulto è lì per il bambino e per aiutarlo a costruire il suo percorso di crescita; gioca PER il bambino più che “con” il bambino.

Ogni elemento della seduta psicomotoria è pensato e realizzato in uno spazio e un tempo predefiniti per il raggiungimento degli obiettivi; anche la cadenza settimanale degli incontri ha un significato importante: sette giorni costituiscono un periodo di tempo sufficiente, per i bambini, per rielaborare il vissuto della seduta precedente e non troppo lungo da perdere il senso del percorso che si sta costruendo.

 

Ulteriori informazioni sull' attività psicomotoria sul sito  www.anupi.it

 

OBIETTIVI SPECIFICI DELLA NOSTRA PROPOSTA

§ EVOLUTIVI: sostenere il passaggio da una dimensione presimbolica a simbolica; favorire le prime conquiste di decentramento e rappresentazione, per il passaggio ad un livello più cognitivo dell’esperienza.

§ COMPORTAMENTALI: interiorizzazione dei rituali e delle regole.

§ RELAZIONALI: creare un’area di relazione e di comunicazione con l’adulto e con gli altri bambini, a partire dal piacere del movimento vissuto dal bambino e dalle situazione simboliche

§ PSICOMOTORI SPECIFICI: favorire l’espressività globale del bambino; sostenere il piacere di agire e di interagire; permettere e favorire l’esperienza senso-motoria come veicolo di apertura verso il mondo.

§ PER I GENITORI: il percorso del bambino è anche un percorso per il genitore (noi cresciamo insieme ai nostri bambini!), che trova nell’ambito del corso l’occasione per confrontarsi con gli altri genitori, se lo desidera, e di approfondire alcune tematiche dell’età dello sviluppo attraverso gli incontri con le psicomotriciste.

 

 



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